Vittorio Piccirillo su NEMESIS

02/01/2019 0 Di Giancarlo

 

Vi sono vicende moderne che sorprendono per la ricchezza di elementi mutuati dall’antichità. Vi sono poi vicende ambientate in altre epoche, future come spesso accade nella fantascienza, o passate nel caso dei romanzi storici come questo, che sorprendono per la loro attualità.

Il ritrovamento di un antico papiro dal valore inestimabile innesca una spirale di violenza che culmina in una serie di efferati delitti, dei quali il protagonista del romanzo deve venire a capo.

Come il proverbiale battito d’ali di una farfalla può scatenare una tempesta dalla parte opposta del globo, così il manoscritto giunge a sconvolgere non solo il mondo nel quale la storia si sviluppa, rigido e ordinato, con ruoli chiari e ben definiti per ognuno, ma anche e soprattutto i valori sui quali esso si fonda e le convinzioni di coloro che lo hanno costruito e che si impegnano per conservarlo.

Un giallo ben costruito che procede a un ritmo serrato, narrato con uno stile diretto e scorrevole, sostenuto da una prosa impeccabile, concisa ma densa, nella quale il peso di ogni singola parola è misurato e nessuna di esse appare mai fuori posto. Ma anche un’analisi lucida e profonda sul valore del sapere e della conoscenza, che dovrebbero avvicinarci di più alla comprensione del cosmo e di noi stessi, mentre troppo spesso finiscono con l’allontanarci da entrambe.

Un romanzo che tiene attaccati alle pagine, che si legge in pochissimo tempo, quasi d’un fiato, ma che induce a riflettere molto a lungo.

(Vittorio Piccirillo)