Studenti del Marconi: 3. Francesco Torlontano

Studenti del Marconi: 3. Francesco Torlontano

14/11/2017 0 Di Giancarlo

Nick Cave

 

l’ultimo ricordo di san pietroburgo è fatale

la nevskij prospekt fatta di soppiatto

con la paura che finisse davvero

nelle rotatorie penose delle vie famigliari

e di impulso, camminando

come i pazzoidi di dostoevskij

il riscatto stava nella linea di spas na krovi

la linea morbida e sfarzosa

della mia redenzione

modellata in parole adulte e grevi

fino al locale che tenne aperte le porte

del mio spirito animale

sfogato in una lingua tra il russo e l’inglese

e poi l’italiano torrenziale

perché ero orgogliosamente vivo

e forte come uno zar

ma avevo da scontare la più grande pena

me stesso

 

me stesso ha toccato ogni indole

cavando le pietre da ogni pozzo

per tenere aperte le ferite

per avere nuove cicatrici

 

due anni dopo non mi vergognavo di piangere

in un minuscolo locale

che non rendeva giustizia a tali canzoni

una quarantenne eccentrica mi parlava volentieri

ma balenò al mio amico di andare a san pietroburgo

per sfida e tentazione

così prendemmo il bus ubriachi

perché la mia redenzione s’era solo assopita

e arrivammo davvero

ci sentivamo matti euforici e lontani

ma c’era un posto distorto

le macchine sfrecciavano col rosso

le persone imprecavano urlando

un pendolare correva angosciosamente dietro un tram

che andava lento e non voleva saperne nulla

le ragazze carine ci guardavano male

volevamo fingerci felici

ma avevo paura di spas na krovi

di cosa potevano tenere in serbo per me

i tasselli dei gelidi sguardi dei cristi

sarei rimasto volentieri a parlare

con quella quarantenne stramba

che si comportava come una ragazza

e aveva rubato delle maglie di nick cave da giovane per me

sarebbero state mio motivo di vanto ribelle

non l’ho fatto

soffoco in falsi miti

ancora con gli euro in tasca

con un amico nemmeno stretto

questo è il mio sangue versato

 

Francesco Torlontano, 12 febbraio 2017