Recensione a Nemesis (di G. Giuliani)

17/03/2020 0 Di Eowyn Milis
Nemesis

 

“Il corpo di Nysos giaceva lì…”. Così, con la vista del cadavere straziato del suo discepolo più promettente, si aprono le prime crepe nelle sicurezze e nel tranquillo mondo di Alessandro, Esegeta per eccellenza delle opere di Aristotele e professore di filosofia peripatetica prima nella cittadina periferica di Afrodisia e più tardi ad Atene. Ma si apre, contemporaneamente, anche l’indagine del filosofo, deciso a svelare l’identità dell’assassino e a mettere al sicuro dei misteriosi papiri che, a loro volta, sembrano all’origine della catena di delitti susseguitisi in città. Sullo sfondo, la riflessione sui temi della condizione e dell’agire umani, la domanda se siamo liberi o determinati e, soprattutto, che cosa significhi essere liberi. Alessandro riuscirà a risolvere il caso e, nello stesso tempo, a darsi una risposta che riparte peraltro dai personaggi all’apparenza più deboli della vicenda e che, invece, finiranno per rivelarsi i più forti, i più affascinanti e carismatici, in un rovesciamento non casuale. Al susseguirsi incalzante degli eventi corrispondono dunque uno scavo psicologico e un’analisi filosofica non meno appassionanti.

Secondo, e ci auguriamo non ultimo, di una serie di romanzi ad ambientazione antica (il primo, lo vogliamo ricordare, s’intitolava Diospolis), Nemesis  si segnala anche per la raffinatissima ricostruzione storica e per la scelta del protagonista, Alessandro di Afrodisia, commentatore delle opere di Aristotele poco noto al di fuori del circuito degli specialisti.

Questo romanzo di Giancarlo Giuliani riesce dunque ad appagare non solo il gusto del progressivo dipanarsi di una trama avvincente e della finissima caratterizzazione psicologica dei personaggi ma anche quello della ricostruzione storico-comparativa, oltre a proporre al lettore un esempio paradigmatico dell’interrogarsi, dei dubbi e dell’intimo dissidio di ogni essere umano che voglia dirsi libero.

(Eowyn Milis)