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Poesia. 3.

BOLOGNA, 1977

La mano scaglia frammenti

di morte: varcata la linea, chiusi gli occhi

ardenti, svanito l'urlo

felice. Sbiaditi

ulissidi, ancora in terre lontane.

 

Quel volto non era il nostro, parlava

una lingua straniera, evocava

fratelli dal volto bruciato, piazze

arse dal sole. Il buio

ci accolse, sentimmo l'arrivo

della sconfitta, il nemico

con le mani piene di sale.

 

© G.G. 2008, da Ulisse non è mai partito, Roma, 2008

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