Laboratorio di scrittura al Marconi: due parole

 

Osservo incredulo la palestra che si riempie. A piccoli gruppi, i ragazzi entrano e, come per un tacito accordo, si dispongono a semicerchio, accovacciandosi a terra. Hanno sguardi allegri, si sentono liberi, lo avverto, è nell’aria.

Sorrido. Il primo passo del neonato laboratorio di scrittura, l’Officina Marconi, offre già il vero senso di questa esperienza: nessuna costrizione, libertà assoluta di espressione, niente registri da riempire.… Leggi tutto

Di Giancarlo 30/12/2017 Off

Brainframes

Derrick De Kerkhove, Brainframes, Bologna, 1993 (immagine in evidenza tratta da Wikimedia Commons)

 

  1. L’oggetto-libro

Un agile volumetto in brossura, di meno di 200 pagine, di dimensione tascabile. Copertina dal design accattivante, corpo tipografico chiaro e ben spaziato. Suddivisione in paragrafi fatta in modo tale da facilitare la lettura e la comprensione del testo.Leggi tutto

Di Giancarlo 21/12/2017 0

Mastino da Fontevrault (1198-1264 circa)

Mastino da Fontevrault

(1198-1264 circa)

Figlio cadetto di un ricco feudatario, esercitò l’arte della guerra, distinguendosi in numerose battaglie. Colpito dall’improvviso lutto di una donna assai amata, decise di deporre le armi e cercare la via del Signore. Monaco nell’abbazia di Fontevrault, ne divenne anni dopo abate e dedicò tutta la sua vita a Dio e agli studi.… Leggi tutto

Di Sigurd Arnesson 08/12/2017 Off

Officina Marconi: Giulia Fioriti

INCONTRO AL TRABOCCO

Aveva trovato una roccia particolarmente comoda. Anche se avrebbe comunque preferito un asciugamano per stendersi, il contatto con quella superficie dura non le dispiaceva. Fece un respiro profondo, riempendo lentamente la cassa toracica con l’aria di mare e gettò lo sguardo sulla città: tra il cielo e le onde le creazioni dell’uomo rendevano vivo il litorale.… Leggi tutto

Di Giancarlo 29/11/2017 Off

Studenti del Marconi: 4. Alessandra Pizzuti

Vi chiedo di chiudere gli occhi e di lasciarvi guidare nel mio mondo, un mondo che profuma di disinfettante e cerotti appena messi, che è freddo come lo stetoscopio poggiato sul petto ma allo stesso tempo caldo come il cuore che pompa sangue, fatto di un silenzio che lascia spazio al ticchettio dei deflussori ma anche alle dolci e flebili risate dei bambini.… Leggi tutto

Di Giancarlo 24/11/2017 Off

Giovanni D’Alessandro su Nemesis

 

Colpisce, nella narrativa di Giancarlo Giuliani, quando ambientata nella classicità, la capacità di ricreare personaggi, luoghi, eventi, atmosfere e in sintesi tutto un mondo, risalente, per questo suo nuovo romanzo intitolato Nemesis, (Tabula Fati, 2016, p. 103, con nota per il lettore e postfazione  dell’Autore) a quasi due millenni fa, rianimandolo agli occhi di chi legge come se quelle vite non si fossero mai spente, come se continuassero, in una dimensione metaspaziale e metatemporale, ad essere presenti in una dimensione parallela, cui l’Autore ha accesso.… Leggi tutto

Di Giancarlo 18/11/2017 0

Studenti del Marconi: 3. Francesco Torlontano

Nick Cave

 

l’ultimo ricordo di san pietroburgo è fatale

la nevskij prospekt fatta di soppiatto

con la paura che finisse davvero

nelle rotatorie penose delle vie famigliari

e di impulso, camminando

come i pazzoidi di dostoevskij

il riscatto stava nella linea di spas na krovi

la linea morbida e sfarzosa

della mia redenzione

modellata in parole adulte e grevi

fino al locale che tenne aperte le porte

del mio spirito animale

sfogato in una lingua tra il russo e l’inglese

e poi l’italiano torrenziale

perché ero orgogliosamente vivo

e forte come uno zar

ma avevo da scontare la più grande pena

me stesso

 

me stesso ha toccato ogni indole

cavando le pietre da ogni pozzo

per tenere aperte le ferite

per avere nuove cicatrici

 

due anni dopo non mi vergognavo di piangere

in un minuscolo locale

che non rendeva giustizia a tali canzoni

una quarantenne eccentrica mi parlava volentieri

ma balenò al mio amico di andare a san pietroburgo

per sfida e tentazione

così prendemmo il bus ubriachi

perché la mia redenzione s’era solo assopita

e arrivammo davvero

ci sentivamo matti euforici e lontani

ma c’era un posto distorto

le macchine sfrecciavano col rosso

le persone imprecavano urlando

un pendolare correva angosciosamente dietro un tram

che andava lento e non voleva saperne nulla

le ragazze carine ci guardavano male

volevamo fingerci felici

ma avevo paura di spas na krovi

di cosa potevano tenere in serbo per me

i tasselli dei gelidi sguardi dei cristi

sarei rimasto volentieri a parlare

con quella quarantenne stramba

che si comportava come una ragazza

e aveva rubato delle maglie di nick cave da giovane per me

sarebbero state mio motivo di vanto ribelle

non l’ho fatto

soffoco in falsi miti

ancora con gli euro in tasca

con un amico nemmeno stretto

questo è il mio sangue versato

 

Francesco Torlontano, 12 febbraio 2017Leggi tutto

Di Giancarlo 14/11/2017 0