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Ricorderò sempre quando, alle prese con la relazione conclusiva dell’anno di prova, ti chiesi consiglio su come strutturarla e tu, senza esitazione alcuna, prorompesti in un: “Prima di tutto il titolo: Perché non possiamo non dirci professori!”. Lì per lì, rimasi un po’ confusa, lo confesso: d’accordo, l’idea mi solleticava, ma davvero non possiamo non dirci professori?… Leggi tutto

Se per “cultura” si intende in senso lato ogni attività umana e l’insieme dei prodotti che ne derivano, alla domanda del titolo va sostituita un’affermazione: la cultura non è in esilio, non è in crisi, è in movimento, come è sempre stato e come sempre sarà.

Si tratta di indagare semmai la natura di tale movimento, cercando di ipotizzarne la direzione.… Leggi tutto

Cu busele strânse

Reînnoim prima întâlnire
și salutăm acum noaptea
ca atunci când ieșim în vântoase
șă descoperim melodîîle
liniștii. Cu busele strânse
aștept o privire,
izvorând lumina
ce va deschide porțile
acestei bolnave indiferențe.

A labbra serrate

Rinnoviamo il primo incontro
e salutiamo ancora la notte
come quando uscimmo nel vento
e scoprimmo l’incanto
del silenzio.

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1.

Scusa per il freddo, di solito mangio solo.

Sediamo su sgabelli triangolari,
violentiamo la sera
in una birreria irlandese.

Sul palco
una rana dal pelo ramato spiega la metempsicosi.

Facciamo due passi sul viale ciottoloso

- la nebbia ci sputa e la neve ci bastona -

parliamo di tutto e di te.

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Vorrei essere Charles Bukowski!
Se fin da piccolo
il mio mito era Kurt Cobain
con l'uomo tigre
e Bud Spencer,
adesso è solo Charles Bukowski

Per quanto sia nostalgico
sono sempre stato
schiavo dei miei limiti
sono cappuccetto rosso
perso in questi sottoboschi artistici.

Vivo nel ventre della paranoia
Credici
mi dicono,
credici
e arriverai
alla Bocconi
o a Sanremo,
oppure ad Amici
a baciare il culo alla de Filippi

Fidati,
mi dicono,
fidati,
ce la fai.… Leggi tutto

Esercizio di traduzione da una poesia di Giancarlo Giuliani

Il poeta malato
Occorre spingersi oltre le colline
mentre la luna allaga il cielo
e i colori dormono sotto la neve.
Sulla soglia di una perdita
l'aria si fa densa di echi
e la vita resta sospesa
mentre l'ala del dolore
solca il buio e ci dona una luce
senza calore: in essa perdiamo
la nostra innocenza, percorriamo
il mare di tutte le vite vissute,
ma il ricordo muore al fiorire
del giorno e il volo
si fa passo pesante, vano
rincorrere un sogno smarrito.
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Profonda come la malinconia
di questa estate morente
giunge la consapevolezza
di un altro sussulto di vita.Se guardiamo oltre queste arcate
di pietra, la metafora ci coglie,
potente come una montagna
nel vento: c’è un senso
nel cercare sempre un sentiero,
rifiutare la via aperta e sicura,
immergersi profondamente
nel misterioso respiro del tempo.
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C’è un elemento di raccordo che accomuna la vita dei protagonisti di Nero, un fil rouge che va oltre la linea di sangue lasciata dal bisturi di Marco Naldi  e di Gaia Altieri, così come da alcuni personaggi secondari: il dolore. Un dolore sordo, rancoroso: il dolore della perdita, delle aspettative tradite, della violenza ancor più atroce e ingiustificabile se agita da chi, al contrario, avrebbe dovuto proteggere.… Leggi tutto

DOVE VA TUTTO L’AMORE DEL MONDO.

Dove va tutto l’amore che diamo e che non ci ritorna indietro? Esiste un posto, una persona, un tempo in cui tutto il sentimento non corrisposto e investito pagando costi altissimi va a depositarsi, pronto ad essere ricevuto questa volta?

Passiamo attimi, mesi, anni, epoche amando qualcuno o qualcosa inesorabilmente e con tutte le forze, il cuore, l’anima e persino la testa.… Leggi tutto

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