Vai al contenuto

IL LABIRINTO

Il titolo di questo intervento suggerisce una situazione di difficoltà e di mancanza di certezze. Ciò che spaventerebbe in una situazione normale, è invece quanto di meglio si possa desiderare per un viaggio nel mondo della poesia. È un labirinto dal quale non si desidera uscire, sempre foriero di sorprese, incontri che allontanano ogni senso di chiusura e, paradossalmente, regalano un senso di grande libertà.… Leggi tutto

Capita, di tanto in tanto, di tornare al tempo in cui si avevano non pochi anni di meno. Insospettabilmente, non provo malinconia, né nostalgia. Semplicemente, quello in cui avevo forte simpatia per Lotta Continua è stato il momento più bello della mia vita, fatti salvi gli affetti.

Facile, con la consapevolezza degli eventi successivi, liquidare quell'esperienza come velleitaria e pericolosa, per i molti che hanno poi scelto strade di violenza e di oscurità.… Leggi tutto

Eccolo là, quello sciocco ammasso di pulci! Fino all’ultimo si è dovuto mantenere fedele a quel che è sempre stato, un credulone sentimentale   rimasto in attesa di quel vagabondo del suo padrone per tutti questi   anni!” pensò, mentre si stiracchiava con fare ostentatamente indolente   per poi esibirsi in un sonoro sbadiglio di rammarico, pietà e stizza,   mischiati tutti insieme in un’improbabile miscela.Leggi tutto

 

Ricorderò sempre quando, alle prese con la relazione conclusiva dell’anno di prova, ti chiesi consiglio su come strutturarla e tu, senza esitazione alcuna, prorompesti in un: “Prima di tutto il titolo: Perché non possiamo non dirci professori!”. Lì per lì, rimasi un po’ confusa, lo confesso: d’accordo, l’idea mi solleticava, ma davvero non possiamo non dirci professori? E perché, poi?… Leggi tutto

Se per “cultura” si intende in senso lato ogni attività umana e l’insieme dei prodotti che ne derivano, alla domanda del titolo va sostituita un’affermazione: la cultura non è in esilio, non è in crisi, è in movimento, come è sempre stato e come sempre sarà.

Si tratta di indagare semmai la natura di tale movimento, cercando di ipotizzarne la direzione.… Leggi tutto

Cu busele strânse

Reînnoim prima întâlnire
și salutăm acum noaptea
ca atunci când ieșim în vântoase
șă descoperim melodîîle
liniștii. Cu busele strânse
aștept o privire,
izvorând lumina
ce va deschide porțile
acestei bolnave indiferențe.

A labbra serrate

Rinnoviamo il primo incontro
e salutiamo ancora la notte
come quando uscimmo nel vento
e scoprimmo l’incanto
del silenzio. A labbra serrate
attendo uno sguardo
che non avrà luce - lo so -
eppure schiuderà le porte
di questa malata indifferenza.

Leggi tutto

 

1.

Scusa per il freddo, di solito mangio solo.

Sediamo su sgabelli triangolari,
violentiamo la sera
in una birreria irlandese.

Sul palco
una rana dal pelo ramato spiega la metempsicosi.

Facciamo due passi sul viale ciottoloso

- la nebbia ci sputa e la neve ci bastona -

parliamo di tutto e di te.

L’epilessia di un senzatetto è il nostro fiore nel taschino.

Leggi tutto

Vorrei essere Charles Bukowski!
Se fin da piccolo
il mio mito era Kurt Cobain
con l'uomo tigre
e Bud Spencer,
adesso è solo Charles Bukowski

Per quanto sia nostalgico
sono sempre stato
schiavo dei miei limiti
sono cappuccetto rosso
perso in questi sottoboschi artistici.

Vivo nel ventre della paranoia
Credici
mi dicono,
credici
e arriverai
alla Bocconi
o a Sanremo,
oppure ad Amici
a baciare il culo alla de Filippi

Fidati,
mi dicono,
fidati,
ce la fai.… Leggi tutto

Esercizio di traduzione da una poesia di Giancarlo Giuliani

Il poeta malato
Occorre spingersi oltre le colline
mentre la luna allaga il cielo
e i colori dormono sotto la neve.
Sulla soglia di una perdita
l'aria si fa densa di echi
e la vita resta sospesa
mentre l'ala del dolore
solca il buio e ci dona una luce
senza calore: in essa perdiamo
la nostra innocenza, percorriamo
il mare di tutte le vite vissute,
ma il ricordo muore al fiorire
del giorno e il volo
si fa passo pesante, vano
rincorrere un sogno smarrito.
Leggi tutto

Profonda come la malinconia
di questa estate morente
giunge la consapevolezza
di un altro sussulto di vita.Se guardiamo oltre queste arcate
di pietra, la metafora ci coglie,
potente come una montagna
nel vento: c’è un senso
nel cercare sempre un sentiero,
rifiutare la via aperta e sicura,
immergersi profondamente
nel misterioso respiro del tempo.Resto fermo a lungo e guardo
lo scorrere di vite vicine,
mi sento inadatto al cammino,
poi avverto la vertigine acuta
di un’ala che sfiora il mio volto:
il giorno mi chiama
e conduce con sé il ricordo
di mille attimi trascorsi.
Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

“Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione mediante cookie nel rispetto della privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie.”

Chiudi