P.O.N. Marconi – Esercizi di scrittura – Caviardage

09/12/2019 0 Di Giancarlo

Con oscure parole

riveliamo la nostra morte

quotidiana

La via è descritta da tempo

Percorriamo elementi in agguato

cerchiamo il luogo

in cui forse in noi resta

la percezione

 

(Nicole Trento)

 

E dunque con oscure parole

riveliamo la nostra morte

quotidiana, l’inutile enumerazione

il corpo che brucia, ferisce, distrugge

Invano cerchiamo il luogo

in cui il ciclo si compie, forse

esso è in noi, sintesi

perfetta di materiale e immateriale-

 

(Susanna Papirii)

 

Abolizione dell’orizzonte

temporale, l’immagine

svela il senso di ogni contraddizione

e dunque riveliamo la nostra morte,

al corpo che brucia, ferisce, distrugge

immersi, ora sì, nell’inutile

silenzio. Un tempo

indeterminabile

per l’apparire di un nuovo pensiero!

Troppi dettagli incontrollati

 

(Martina Giulia Marcucci)

 

L’immagine stessa

svela il senso di ogni contraddizione

e dunque riveliamo la nostra morte

quotidiana. Il percorso è chiaro

l’immaginazione gioca

con gli oggetti, ne smarrisce

l’intima natura.

Un tempo indeterminabile ci accoglie,

attende di ricevere

un nome. Se ogni cosa

è avvolta da un buio ostile,

come potremo spiegare le maree?

(Fatima)

 

La consunzione della forma

svela il senso di ogni contraddizione

con oscure parole

ferisce

l’interna natura, in silenzio.

Fugge la luna,

resta la percezione di un tempo

ostile.

(Francesco Vianale)

 

L’immaginazione gioca

con gli oggetti, ne smarrisce

l’interna natura,

elabora un’inutile sintassi.

Un tempo indeterminabile

ci accoglie, attende

di ricevere un nome.

Troppe analogie,

troppi dettagli incontrollati,

il verso fugge, resta la percezione

di una misteriosa bellezza.

 

(Chiara Pastorini)