P.O.N. Marconi: esercizi collettivi – Caviardage

06/12/2019 0 Di Giancarlo

La via è descritta da tempo,

non possiamo muoverci,

l’immaginazione

smarrisce la natura.

Se ogni cosa è avvolta da un buio ostile

alla vita, come potremo spiegare

le maree, stupirci

alle fasi della luna, inchinarci

all’eterno ritorno degli astri?

(Alessia De Felice)

 

Con oscure parole

riveliamo la nostra morte

quotidiana, l’inutile enumerazione,

il corpo che brucia, ferisce, distrugge.

La via è descritta da tempo,

eppure non possiamo muoverci,

l’immaginazione gioca

con gli oggetti, ne smarrisce

l’interna natura,

elabora un’inutile sintassi.

Invano cerchiamo il luogo

in cui il ciclo si compie.

C’è il respiro della sera imminente

in questa terra calcinata dal sole.

Troppe analogie, il verso

fugge, resta la percezione

di un’intima bellezza.

(Francesca Bufo)

 

La via è descritta da tempo,

eppure non possiamo muoverci,

l’immaginazione gioca

con gli oggetti, ne smarrisce

l’interna natura,

elabora un’inutile sintassi.

Invano cerchiamo il luogo

in cui il ciclo si compie.

C’è il respiro della sera imminente

in questa terra calcinata dal sole.

Il verso fugge, resta

la percezione di un’intima bellezza.

(Natasha Paolini)

 

Autore e voce narrante conducono

alla consunzione della forma,

il percorso è chiaro,

eppure non possiamo muoverci,

l’immaginazione

elabora un’inutile sintassi.

Riconosciamo oggi il semplice

cammino del corpo

nell’inutile meccanismo della totalità.

Invano cerchiamo il luogo

in cui il ciclo si compie.

Quale meraviglia all’apparire

improvviso di un nuovo pensiero!

Troppe analogie,

resta la percezione

di un’intima bellezza.

(Damien)