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Officina Marconi: Eowyn Milis

Mi ricordo.

Al bagliore di un sole di seconda classe, io mi ricordo.

Alla morte non si addice che il fuoco fatuo del neon.

O spereresti che una puttana possa ambire a tanto?

Chanel numero cinque mascara blu

cola come un rigagnolo

giù giù, sulla guancia, sotto il mento

Le lacrime della processione di Pasqua

di Nostro Signore Marilyn Manson.

Sorridi, bellezza!

La tela del ragno sul muro

il pizzo di una sarta alla rovescia.

Linda quella parete delle mie lacrime sputate al vento,

di un azzurro di Vetril. Io mi ricordo.

Cazzo se si può morire davanti a una tela di ragno

senza drammi conta tutti i fili

... Un due tre...

Argilla eri argilla tornerai. Goodbye baby...

I fili intanto li ho contati tutti.

 

*

Assolati pomeriggi di maggio

assorbono bene la zuppa di biscotti

del mio tedio.

Che ci fai alla mia porta?

Miagolii inchiodano l'aria tersa

della distopia mia

e del cellulare dormiente

mentre lascio perdere

per l'ennesima volta

il telegiornale le note musicali la guida turistica

No, ancora! Ho scordato la luna in tasca

nei jeans puliti di lavatrice.

Ci vado domani. Mi compro una scala. Forse ci arrivo.

Sopravvivo ai miei naufragi

se mi passi un chewing gum alla ciliegia.

E Freud è solo un cartone animato.

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