NOTE: “Appunti, disappunti e… contrappunti” di F.A. Matricciano

28/02/2020 0 Di Giancarlo

 

Osservazioni e impressioni immediate, senza filtro, volte a cogliere quanto possibile del molteplice flusso dell’esistenza. In questo percorso di percezione e di conoscenza, spesso i passi deviano da un procedere rettilineo, ma sempre riconducono, arricchiti dall’esperienza, alla strada maestra dell’esistenza. Presenza discreta ma fondamentale è quella di Vitralia Nugarni (Turrivalignani), un borgo le cui pietre e le cui vie respirano delle mille vite che vi si intrecciano.

La struttura dell’opera è indicativa: le prime due parti hanno una voluta ed efficace inversione dei titoli (PASSANDO IL SEGNO / SEGNANDO IL PASSO). Con tratti rapidi, vere pennellate, richiamano, a distanza di tempo, pensieri, considerazioni, emozioni, spunti autobiografici. «Ricordare» e «Rammentare», ma anche restituire vita a ogni singola esperienza, all’interno di un mondo contadino e artigianale vissuto e ri-vissuto come essenziale e fecondo. La terza parte (DUE METAFORE A SOVESCIO E DUE RACCONTI) esplora le più disparate dimensioni del Sé, sullo sfondo dell’indicibile, indifferente, assoluto ALTROVE della natura.

Tutto ciò è immerso in un flusso di parole che da solo meriterebbe un’attenta esegesi. Connessioni e riconversioni, suggestioni dall’ebraico, dal Corano, dal latino medievale, dall’I-Ching, dal francese… Non mancano voci e toni dialettali e, nemmeno a dirlo, neologismi. Niente di superficiale e di meramente sperimentale: ogni parola si carica di valenza e di tensione perché rivissuta profondamente, assorbita in quel silenzio, tanto caro all’Autore, nel quale opera la memoria. Un tempo sempre presente, dunque, nonostante la datazione degli scritti, risalenti a qualche decennio addietro. Storie e personaggi vi prendono vita, antiche consuetudini trovano spazio, gli elementi naturali vengono personificati, il tutto nel malcelato rimpianto di un mondo c0ntadino ormai, forse, in estinzione.

G.G.