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NERO al palazzo della Provincia

 

Simposio. Intimo. Semplice. Informale e pieno di contenuti e partecipazione, come da manuale. Come solo i veri simposi sanno essere. Questa la prima espressione che viene in mente per descrivere l’appuntamento dato da Giancarlo Giuliani ai suoi lettori venerdi 16 febbraio scorso alla Sala Figlia di Iorio presso la Provincia di Pescara. Ed è stato proprio sullo sfondo della tela di Francesco Paolo Michetti che Giovanni D’Alessandro ha fatto gli onori di casa, presentando Marco Naldi e Gaia Altieri al pubblico nel corso di un’intervista con l’Autore di Nero (pubblicato per i tipi di Tabula fati) di cui i due serial killer sono i protagonisti indiscussi.

Ne parliamo studiatamente non come di due personaggi “di carta”, colpevoli conclamati e impenitenti fin dalle prime pagine della raccolta, collettanea di Bisturi, L’ombra di N. e Il ritorno di Gaia, pubblicati in precedenza separatamente da Giuliani. L’eloquio sapiente del loro Autore, infatti, ha permesso ai due d’insinuarsi nelle pieghe dell’attenzione generale fin quasi a materializzarsi tra il pubblico. E così, la presentazione di quest’epopea psicologica che non commetteremo il delitto di mortificare entro gli angusti confini di un genere, da rito paludato per specialisti di settore, peraltro necessario in tempi in cui la media nazionale di lettura si aggira a 0,40 libri cadauno, si è trasformata in evento vivo, dibattito partecipato, scambio condiviso. A un certo punto, siamo sicuri che, se solo avesse potuto, ognuno dei presenti avrebbe preso la parola per dire la sua. Di certo l’attenzione era tesa, vibrante, quasi palpabile.

E su temi, si direbbe, non proprio adatti a una soireé del venerdi. La zona grigia che divide il bene dal male, il sospetto che l’“ospite inquietante” non sia sempre né solo una rassicurante patologia ma possa albergare in ognuno di noi. E ancora, la scelta delle parole più adatte da prestare al cavaliere che diventa drago, lo scandaglio psichico.

Ciò che chiamiamo letteratura, psicologia, arte, conoscenza, filosofia, etica, scrittura.

O forse, semplicemente, ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

[Eowyn Milis]

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