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Il Direttore (una storia al tempo del Reich)

Un bel libro, "Il Direttore", su alcuni momenti della vita di Wilhelm Furtwangler. Ecco l'inizio del libro:

 

Primo movimento

 Nella semioscurità del crepuscolo che aveva avvolto lo studio, sprofondato sulla sua poltrona, Wilhelm taceva. Finalmente, con un movimento impercettibile delle palpebre, alzò lo sguardo in direzione del foglio accartocciato e scaraventato con furore, prop rio pochi istanti prima, lontano da sé. Si sentiva fisso addosso lo sguardo di Berta, ancora in piedi, ferma e immobile davanti a lui. Se ne stava così, lo scrutava in attesa che lui facesse qualcosa, come sempre. Ma, questa volta, lui non sapeva che cosa fare. O meglio, non poteva fare niente, ne era consapevole. La muta preghiera, la solita, cieca fiducia che, pur senza guardarla, poteva intuire negli occhi della fida segretaria accresceva il suo senso d’impotenza e di frustrazione.

Era furibondo. Non av rebbe saputo dire da quanto tempo se ne stessero là a fronteggiarsi come due statue grottesche. Alla fine, fu Berta a rompere il silenzio che era calato sulla stanza. Raccolse con gesti lenti e metodici dal pavimento di ceramica grigia il foglio accartocci ato; recava bene in vista al centro dell’intestazione il solito marchio delle croci uncinate, proprio sopra all’indicazione dell’ufficio di provenienza, quello del Gauleiter di Berlino, il dottor Goebbels. Glielo porse. “È la

testa di Goldberg che vogliono , questa volta, non è vero, Maestro?” – sussurrò impercettibilmente.

Wilhelm annuì con un cenno del capo, continuando a tacere. Stava per perdere il miglior violinista della sua orchestra e non poteva farci niente. Niente. Non c’era altro da dire.

 

© A.A.,  Roma, 2017,
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