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Eterochromos

Eterochromos

È nel cobalto enigmatico degli occhi di un gatto
che cerco me stessa smarrita.
"Non potrà sostenere lo sguardo umano!"
il risibile anatema dei druidi del tempio.
Mi riflette il caleidoscopio del vento tra i capelli
mentre abito, ebbra di marmellata, il dedalo della vena centrale
e delle scanalature a latere
vociante metropoli di mercanti fenici
o forse no
mi sono sbagliata,
era il microcosmo della foglia in giardino.
Annego la me stessa sbagliata
nella tazzina di caffè
e appoggio la pelle dismessa sulla bouganville.
Faccio un tuffo in una pozzanghera
poi il sole mi tende la mano.

Appena mi asciugo, torno da te.

(Eowyn Milis)
Canzone maldestra d'amore

E' la congiunzione astrale l'enigma delle rune,
l'allineamento cantato nel libro perduto dei Magi.
Lo spazio infinito si dissolve nel tempo silente
se il sole accarezza la luna velata sua sposa
e nel mezzo del nulla ammicca alla Terra,
amante gelosa di una fragranza di rosso
che fiammeggia nel cielo.
Metto in tavola il pane fresco a colazione
e sbircio fuori dal mio oblò.
Ho ucciso il drago per te
ho danzato sui suoi denti aguzzi
cucito le sue squame in due orecchini e in un paltò.
Il materasso ad acqua ha le molle stridenti
tutta l'imperfezione di una diairesis
ma non sento alcun rumore nel saltarci su
all'ombra del ponte a Venezia
mi bevo il canale della Giudecca
nella nebbia a pois delle traforature in rame.
Appongo il sigillo di sangue allo scontrino del bar
e scrivo ancora per te.

(Eowyn Milis)

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