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C’era una volta Lotta Continua

Capita, di tanto in tanto, di tornare al tempo in cui si avevano non pochi anni di meno. Insospettabilmente, non provo malinconia, né nostalgia. Semplicemente, quello in cui avevo forte simpatia per Lotta Continua è stato il momento più bello della mia vita, fatti salvi gli affetti.

Facile, con la consapevolezza degli eventi successivi, liquidare quell'esperienza come velleitaria e pericolosa, per i molti che hanno poi scelto strade di violenza e di oscurità. Ma percorrevo le strade della  mia piccola città con occhi sognanti, con la certezza che quella mia generazione avrebbe cambiato il mondo. Sappiamo bene che non è andata così, ma il valore inestimabile di anni trascorsi con un ideale, con lo slancio di chi vuole essere protagonista, ma non può essere felice senza che lo siano anche gli altri, mi riempie ancora oggi il cuore e la mente.

Quando vedo i molti, i troppi che vivono vite difficili, tra povertà, disagio e anonimato sociale; quando vedo un mondo che potrebbe essere davvero migliore se solo sapesse accogliere le differenze, se solo sapesse distinguere tra la cieca violenza di gruppi terroristici e la potenziale ricchezza di un incontro, di un tendersi le mani; quando sento le storie dei tanti che perdono il proprio lavoro; quando osservo i volti di coloro che manifestano davanti a fabbriche chiuse o che stanno per chiudere, allora vorrei che di nuovo esistesse negli occhi dei giovani quella luce che annuncia il futuro, che vuole lottare per esso, quella stessa luce che avevo anch'io, quasi senza rendermene davvero conto.

 

 

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